Licei

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A conclusione delle celebrazioni del quarto centenario della fondazione del Convitto Nazionale, il giorno 1 dicembre 2018, gli studenti delle classi terze E ed F, quarta E e quinta E Liceo Classico Europeo, del corso C Liceo Classico in convenzione con il Conservatorio e delle classi quinte A e D, Liceo Classico e Liceo Scientifico Sportivo, hanno presentato la mostra: Giovani, da Quattrocento anni, che ripercorre l’evoluzione del Collegio dei Nobili, poi Convitto Nazionale, durante i secoli.

La storia dell’autorevole e prestigiosa Istituzione formativa cagliaritana, articolata negli aspetti logistico, architettonico, etico-pedagogico e storico-artistico, ricostruita sulla base dei contributi scientifici dei Proff. Maria Grazia Arru, Francesco Masala, Alessandra Pasolini, Stefano Pira, Gianfranco Tore e Michele Zedda, coordinati dal Prof. Giovanni Murgia, è stata presentata nella mostra allestita magistralmente dal grafico Manuel Putzolu.

Protagonisti dell’esposizione sono stati i giovani studenti del nostro Liceo che, sempre più consapevoli della propria identità e del loro essere eredi e testimoni di una straordinaria tradizione plurisecolare, hanno accolto i numerosi ospiti con sensibilità, competenza ed entusiasmo e li hanno accompagnati in un viaggio, allietato da intermezzi musicali, alla scoperta della storia, dei luoghi, delle opere d’arte e dei percorsi formativi del Convitto di ieri e di oggi.

Particolarmente suggestive e, per questo, molto apprezzate, sono state le uniformi storiche del Convitto frutto di un paziente e meticoloso lavoro di ricerca, di ricostruzione grafica e della relativa rivisitazione ed attualizzazione effettuata dalle studentesse delle classi quarte dei corsi A e C dell’Istituto “Sandro Pertini” di Cagliari. Le allieve, guidate dalle docenti Maria Giulia Boscolo, Daniela Orrù e Maria Nadia Starvaggi, hanno saputo far rivivere e valorizzare i caratteri estetico-etici delle divise dei diversi periodi poi realizzate dalla costumista Stefania Dessì, significativo contributo senza il quale non sarebbe stata compiuta l’immagine di un contesto culturale dal quale emerge con forza il senso di identità nazionale coniugato ad una “forma stabile” consolidata dalla tradizione e dagli usi. Una forma legata più alla storia del costume, con un valore di “appartenenza”, che al sistema moda in cui le sequenze di variazioni e la mutazione delle fogge rappresentano solo il gusto del momento.

Articolo scritto da Teresa Carboni, Anna Maria Marrocu e Barbara Rossi e pubblicato da Francesca Didu